>> Home Page
>> E-mail

>> Aggiungi a Preferiti
>> Italiano
>> English
>> Slovensko
>> Deutsch

indice_la_localita.gif

 

Da visitare

 
Nuova pagina 1

I CASTELLI

grazie alle vicende storiche e alla permanenza nel tempo di alcune famiglie di nobili sono numerose le testimonianze che si sono conservate sino ad oggi.

Rocca di Samoclevo
Le pittoresche rovine della rocca di Samoclevo dominano dall’alto il castello di Caldes, ed i villaggi circostanti. Costruito nel XII secolo il maniero fu feudo dei Cagnò che vi instaurarono la sede del Giudizio. Ben presto però il castello perse di importanza a vantaggio di quello di Caldes tanto che già nel XVII secolo risulta abitato da famiglie di contadini, la cappella gotica e la cinta poligonale furono costruite nel corso del Quattrocento quando l’edificio era di proprietà dei Caldes e dei Thun.

Casel Caldes
Il castello di Caldes, sulla sponda sinistra del noce, fu costruito dopo il 1320 da Arnoldo di Castel Cagnò, la cui famiglia fu influente e ricca, ma anche turbolenta, sempre protagonista di lotte e intrighi. Il suo impianto costruttivo lo fa avvicinare al tipo della “ torre castello” con l’aspetto di una grande casa signorile dalle facciate animate da quattro ordini di finestre. Gli ambienti voltati del pianoterra presentano l’assetto quattrocentesco riconoscibile nelle cucina, nel granaio, nella sala delle decime, con l’enorme colonna lignea reggente il soffitto. Nei piani nobili, nel corso dei recenti restauri, sono stati rimessi il luce numerosi affreschi.

Castello di Ossana
L’alto mastio del castello incombe sul paese omonimo e la vallata percorsa dalla Vermigliana. Viene nominato per la prima volta nel 1191 come proprietà dei vescovi di Trento. Nel XIII secolo, conteso dei vescovi e dai Conti del Tirolo, fu per breve tempo nelle mani dei potenti cavalieri dell’ordine Teutonico. Fu occupato, ed in parte distrutto dai francesi nel 1797 e dai bavaresi nel 1806.

Castel Thun
la famiglia Thun ricorre frequentemente nella storia della valle di Sole e Non, la stroria del castello si sviluppa parallelamente a quella dei suoi proprietari riflettendone di volta in volta i momenti di gloria e di decadenza; la famiglia diede alla storia numerosi illustri personaggi tra i quali vescovi, uomini d’arme e funzionari, tra i quali Sigismondo, consigliere di Massimiliano I, Carlo V e Ferdinando I. nel 1562 fu oratore al Concilio di Trento; dotò il castello di fortificazioni, fu danneggiato da un incendio nel 1569 e successivamente restaurato. Nel 1797 fu depauperato dai francese e nuovamente restaurato. Nel 1926 fu acquistato dal ramo boemo della famiglia e restaurato, ora è patrimonio della Provinca di Trento e rimesso ad antico splendore.

Il santuario di S.Romedio
Unico in Europa, il Santuario di San Romedio: nato in una cappella costruita in occasione della morte di Romedio (eremita che qui si ritirò colpito dalla devozione di missionario cristiano) si è successivamente sviluppato originando un interessante complesso architettonico. 
Una vertiginosa piramide di chiesette sovrapposte e collegate tra loro da una ripida scala dei centotrentun gradini. La storia di questa costruzione davvero particolare soconfina nella leggenda…… Romedio, signore del castello di Thaur nei pressi di Innsbruk, si libera dei suoi possedimenti e, dopo un pellegrinaggio a Roma ed un avvicinamento profondo ai sacri testi, inizia una nuova vita in valle di Non, non molto lontano da dove furono martirizzati i primi cristiani che portarono in valle il Vangelo (397).
Romedio trova nuova vita ed una nuova dimensione in val di Non: alla sua morte gli fu scavata una tomba nella roccia che divenne presto meta di pellegrinaggio: intorno all’anno mille fu edificata una prima chiesetta che diede il là alla costruzione del santuario come si presenta oggi. Il culto di San Romedio fu riconosciuto dal vescovo di Trento nel XII secolo.

Museo della Civiltà Solandra
in una vecchia caserma austriaca, viene dedicata particolare attenzione alle antiche tradizioni della comunità, come la lavorazione del lino e della canapa; è presente inoltre un’esposizione molto dettagliata di attrezzi usati un tempo dai boscaioli, dai calzolai, dai ramai e dai falegnami. Molto interessanti sono le ricostruzioni sulle segherie ad acqua, e di alcuni ambienti familiari, come la “stua”, la camera più importante della casa, e la cucina:

VISITA ALLE STRTUTTURE PRODUTTIVE

Caseificio Comprensoriale Cercen
il Caseificio Comprensoriale Cercen, raggruppa un buon numero di allevatori locali, con spiccata dedizione producono un latte dalle proprietà ottime nutrizionali. 
Nella moderna struttura situata sulla via per Malè a pochi passi dal parco giochi, si può visitare una realtà economica da sempre presente in paese, è infatti possibile assistere alle varie fasi della lavorazione del latte fino ad ottenere la produzione di formaggi saporiti come il “nostrano” “il trentingrana” o le delicate “ricotte”.

asdf

Copyright 2006 - Web Designer Terzolas TN