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Il paese

 
Il paese di Terzolas è collocato nella bassa Val di Sole, ad un’altitudine di m 755 s.l.m., su un ampio terrazzo glaciale in leggera pendenza, ai piedi della cima Lac (m 2439 s.l.m.).

L’abitato si trova in una posizione soleggiata, circondato da frutteti, e la coltura del melo è divenuta sempre più importante in seguito alla costituzione del Consorzio Frutticolo S. Apollonia di Caldes. Oggi il paese è un importante centro agricolo, con abbondante produzione di mele collegate al Consorzio MELINDA. Buona tradizione per quanto riguarda la produzione casearia, di cui è espressione il Caseificio Sociale Cercen la cui attività è iniziata nel 1976 e che raccoglie il latte della bassa Val di Sole e della Val di Rabbi.

L’occupazione in passato era prevalentemente basata su un’attività silvo-agricolo-pastorale, alla quale era legata un’attività artigianale molto varia. 
Con il passare del tempo le attività turistico-commerciali sono divenute trainanti per l’economia di un paese circondato da boschi che, conservati integri nel tempo, hanno permesso il mantenimento di habitat ideali per molte specie di animali selvatici: cervi, caprioli, scoiattoli, tassi, volpi, e non ultimo l’orso bruno. 

In estate si possono trascorrere vacanze in perfetta sintonia con l’ambiente percorrendo strade e sentieri a piedi e a cavallo, o la lunga pista ciclabile che parte da Mostizzolo e attraversa l’intera val di Sole, costeggiando il torrente Noce dove è possibile praticare canoa e rafting.

In inverno la vicinanza di importanti zone sciistiche quali Folgarida e Marilleva, Madonna di Campiglio, Peio e Passo Tonale, offre svariate occasioni di divertimento agli appassionati di snowboard, sci da discesa e da fondo.

 

Il patrono

 

S.NICOLO’ (NICOLA) vissuto in Licia (Asia Minore) nella prima metà del IV sec. d.C., austero vescovo di Mira, torturato sotto il dominio di Diocleziano, e liberato con l’avvento di Costantino. Si narra che per impedire a un padre in miseria di prostituire le sue tre figlie, Nicolò, passando di notte vicino al tugurio delle ragazze vi lasciò tre borse di monete d’oro, che diventarono la dote e simbolicamente la salvezza morale delle tre giovani.
E’ uno dei Santi più celebri e amati in tutti i tempi e in tutti i paesi per la sua generosità, l’amore verso il prossimo, la semplicità d’animo. Il calendario della Chiesa lo ricorda il 6 dicembre. 
Protettore dei pescatori, barcaioli, marinai, profumieri, pellegrini e invocato anche contro i ladri.

 

Il nome

 

E’ documentato negli anni 1208, 1211 e 1213 come Terciolasum, nel 1220 si scriveva: de ficto de Terzolasjo. Gratiadeus et Caym frater eius de Terziolasium. 
Riflette un tertiolarius o tertiolasius equivalenti a tertiarius “terziere”. Infatti, con Caldes e Samoclevo costituiva una delle quadre della Comunità di Malè, dove ogni quadra era costituita da tre ville.

Lo stemma

Adottato il 2 agosto 1982 riporta in oro su campo nero il palazzo della Torraccia, antico edificio storico. Negli ornamenti esteriori non ha la corona, ma ai lati presenta delle fronde di melo fruttate che recano un cartiglio verde con nodi con la scritta in nero maiuscolo “Comune di Terzolas”.

 

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